4 giugno. Atterriamo a Bologna e salutiamo i colleghi di Barak, che hanno preso il nostro volo per partecipare ad una conferenza dell’Università di Bologna; Barak li raggiungerà domani. Il tempo di lasciare le valigie a Nonantola, abbracciare tutti e rifocillarci di albicocche e melone a casa delle nonne e poi via, inforchiamo la bicicletta per pedalare verso la nostra nuova casa. L’ormai ex padrone ci aspetta seduto sulle scale: “La casa adesso è vostra. Ecco le chiavi, ne ho solo una copia, le altre ve le porto quando le trovo. Ah, però la porta sono tre o quattro mesi che non chiude dal di fuori. Si sarà abbassata sui cardini, dovrete metterla a posto.” Saluta, fa salire in macchina i cani e se ne va.

L’erba è alta, le fronde del salice piangente toccano quasi terra nel vialetto di ingresso. Però il glicine è fiorito, le rondini sfrecciano tra il fienile e i campi intorno, il silenzio si interrompe solo quando un refolo di vento fa stormire le foglie dei pioppi. Siamo all’inizio del nostro nuovo, grande progetto e non sarà certo una porta di legno abbassata sui cardini ad intaccare il nostro entusiasmo, anche se ci fa sudare un po’ perché per chiuderla dobbiamo sollevarla di forza.

Il sole sta per tramontare e la luce calda si stende sui campi di grano quasi maturo mentre pedaliamo di nuovo verso Nonantola, verso la casa della zia dove sono in corso i festeggiamenti per il terzo compleanno del cuginetto. Si sente già qualche grillo.

Siamo tornati, e siamo felici.

 

4 June. We land at Bologna Airport and wave goodbye to Barak’s colleague, who are on our flight to attend a conference organised by the University of Bologna; Barak will join them tomorrow! Just the time to leave our suitcases in Nonantola, hug everyone and feast on apricots and mellon, and off we go, pedalling on our bikes towards the new house. The ex-owner is waiting for us on the staircase. “The house is yours now. Here are the keys… ah, by the way, the door does not lock from the outside. It’s been three or four months… It probably moved down on the hinged, you’ll have to get it fixed”. He gets the dogs into his car and waves goodbye while driving away.

The grass is luscious and very tall, the branches of the weeping willow almost touch the ground along the driveway. But the wisteria is in full blossom, swallows dart between the hay deposit and the fields around, the silence is broken only by the poplar leaves rustling in the evening breeze. We are finally at the beginning of our big project, and it won’t be a wooden door too low on the hinges to scratch our enthusiasm: it just makes us sweat a bit because in order to lock it we have to lift it by force.

The sun is about to set and the warm light caresses the wheat fields while we pedal back to Nonantola, to auntie’s house, where a party for the cousin’s third birthday is awaiting us. We even hear a few crickets.

We are back, and we are happy.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s