Cosa c’è di nuovo? estate 2025

Forse è il momento giusto per cominciare a scrivere i miei post in italiano, senza usare l’AI, senza ricorrere a Google translate. Così, semplicemente su una pagina bianca con tutti gli errori grammaticali e di genere che derivano spontaneamente da questa modalità di comunicazione.

Abbiamo una marea di aggiornamenti, storie di raccontare e riflessioni da condividere degli ultimi due anni. Tuttavia, come sempre, è difficile decidere da dove iniziare. Forse dovrei riprendere dall’ultimo episodio di cui ho scritto. Se non sbaglio, ci eravamo lasciati con il racconto del progetto di ristrutturazione, che è stato lungo, a tratti, doloroso.

Appena usciti da quell’esperienza abbiamo attraversato un periodo di incertezza e ansia per motivi di salute. È durato quasi un anno ma ora siamo, per fortuna, fuori del pericolo e spero anche liberi dall’ansia.

 L’incertezza lavorativa, sempre più marcata, e il fatto che non siamo riusciti a raccogliere abbastanza allievi e corsi, mi hanno spinto a cercare lavoro altrove.
E così, all’inizio dell’anno, ho dovuto lasciare l’Accademia Militare a Modena per trasferire al reparto di ricerca e sviluppo in un’azienda locale come un chimico. La specialità dell’azienda è in produzione di macchinari e sistemi automatici; tuttavia, non opera nel settore chimico e mio ruolo aveva poco da fare con la chimica. Devo ammettere che il mio ruolo non aveva a fare neanche tanto con ricerca.

La mentalità lavorativa in aziende si è rilevata molto lontana dalle mie aspettative. Timbrare un tesserino, con l’obbligo di completare otto ore ogni giorno anche quando non c’è bisogno o attività da svolgere, mi fa impazzire.

Infine, il fatto di non avere alcuna passione per i prodotti dell’azienda e di non sentire che lo sviluppo delle macchine industriali possa portare qualsiasi benefici per la umanità mi ha spinto a tornare correndo all’incertezza lavorativa ma, al meno, verso ciò che mi appassiona.

Nell’ultimo anno ho avuto meno tempo da dedicare alle api, alle galline e al giardino. Ho smesso di suonare il violino e sentivo venir meno il respiro. Tutto ciò che avevo sognato di fare con la mia famiglia: rallentare, apprezzare i ritmi della natura, osservare di più, fare più arte… è finito in standby, quasi completamente gettato dalla finestra.

Non va bene.

Tuttavia, questa esperienza mi ha fatto capire che è arrivato il momento di cambiare. Così, stiamo tirando fuori dalle cassette impolverate tutte le idee che avevamo quando ci siamo trasferiti qui in Italia per la prima volta.

Come forse avete già notato, il nostro sito è stato riorganizzato e semplificato un po’. Ora mi sento anche più pronto per insegnare scienze in italiano e sto persino facendo domanda per l’equipollenza delle mie lauree ottenute all’estero.

Elena è tornata a dedicarsi con più continuità alla tessitura e alla filatura, mentre io vorrei riprendere a insegnare corsi di inglese, birra e scienza in vari contesti. La nuova sfida per me è migliorare il mio italiano e cercare di inserirmi meglio nel contesto educativo qui in Italia, con tutte le difficoltà e i dubbi che questo può comportare.

Inizio qui, scrivendo in italiano, e vi invito a spargere la voce.
Spero di vedervi presto!

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